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venerdì 30 settembre 2011

Michael Jackson: al processo parla la guardia del corpo



Conrad Murray, il medico accusato di aver provocato la morte di Michael Jackson, chiese aiuto alla guardia del corpo del cantante per rimuovere delle fiale vicino al suo letto, una delle quali conteneva "una sostanza bianco latte". A testimoniare nel processo mediatico al Dottor Morte e' stato giovedì la sua guardia del corpo Alberto Alvarez che ha raccontato le ultime ore del cantante gia' agonizzante.

"Murray mi ha dato una manciata di fiale e mi ha detto - ha raccontato l'uomo davanti all Corte di Los Angeles - di metterle dentro una borsa". Murray gli chiese anche di rimuovere la soluzione salina e metterla in un'altra borsa.

"Mentre la spostava ho notato che dentro c'era una bottiglia con una sostanza bianco latte" ha aggiunto Alvarez facendo capire al procuratore David Walgren che probabilmente si trattava di Propofol.

Intanto mercoledì nella seconda giornata del processo al medico di Michael Jackson altri 'choc' erano stati riservati all'aula gia' provata dalle terribili foto verita' di Jackson agonizzante e dall'audio della sua irriconoscibili voce.

Il capo della sicurezza della pop star, Faheem Muhammed, ha infatti rievocato la scena di due dei tre figlioletti di Jackson che hanno assistito all'agonia del padre e ai tentativi di Murray, di rianimarlo.

All'epoca Prince Michael e Paris avevano rispettivamente 12 e 11 anni; entrambi, ha raccontato il capo della sicurezza, si trovavano sulla soglia della camera mentre il papa' era adagiato sul pavimento, circondato da bombole d'ossigeno, con gli occhi aperti e la bocca socchiusa.

"Paris era a terra, in lacrime" mentre Prince era in piedi, "fortemente scioccato" e "piangeva sommessamente". "Mi resi conto che erano in uno stato di panico", ha rivelato Muhammed alla corte. Per questo il capo della sicurezza si avvicino' ai due ragazzi: "gli parlai per un momento, poi chiamai la baby sitter e scendemmo giu'. Li portai in un altro posto".

Il medico del cantante, ha anche ricordato Muhammed, "sembrava molto nervoso, sudava e cercava di praticargli la rianimazione cardio-polmonare". Alla domanda se la pop-star sembrasse morto, il capo della sicurezza ha risposto "si'".

Fonte http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=156915


Ancora tante incertezze sulla morte di Michael Jackson, ma come accadde per i noti personaggi come Jim Morrison e altri, si crede ancora che il cantante sia vivo.
Sulla morte di Michael è stato scritto anche un libro, intitolato appunto “Michael Jackson – Una morte poco chiara”, di Mirjana Kovacic, pubblicato da Lulu.
L'autrice, in questo suo libro, racconta le stranezze e le incongruenze che si sono susseguite dal giorno della scomparsa del re del pop.
Tanti credono che Michael Jackson sia ancora vivo e, le notizie raccolte in questo libro, riescono a suscitare qualche interrogativo in merito ad una possibile esistenza di un'altra verità ancora oggi nascosta.

mercoledì 28 settembre 2011

Elvis Presley – Michael Jackson, destini incrociati



Cosa hanno in comune Elvis Presley e Michael Jackson? Il loro tragico destino. O poco più.
Il 16 agosto 1977 Elvis Presley, il più celebre cantante e chitarrista rock di tutti i tempi, veniva trovato morto nel suo bagno personale a Graceland.

Nel suo corpo furono trovate 14 sostanze medicinali, legalmente somministrate dal suo medico George Nick Nichopoulus che lo ha avuto in cura negli ultimi 12 anni di vita del cantante.

Trentadue anni dopo, il 25 giugno del 2009, Michael Jackson ha un malore improvviso nella sua villa, presa in affitto, di Los Angeles.

Il suo medico personale, Conrad Murray, scopre che il cantante non respira e attua la rianimazione cardio-polmonare. Trasportato d’urgenza nella clinica ospedaliera dell’università della California, viene dichiarato morto poco dopo per arresto cardiaco.

‘Deremol’, ‘Dilaudin’ e ‘Vicodin’ tre iniezioni al giorno di questi potenti antidolorifici che rientravano in un trattamento antifatica comprensivo, tra l’altro, di sedativi e ansiolitici assunti quotidianamente furono letali per Jackson. Ma anche per Elvis.

La cosa più inquietante della morte dei due idoli della musica mondiale è proprio questa: gli antidolorifici.

Quelli utilizzati da Michael Jackson nel 2009 furono gli stessi che determinarono la morte di Elvis Presley nel 1977, quest’ultimo padre della prima moglie di Jackson, Lisa Marie Presley che nei giorni successivi alla morte del padre di suo figlio Price dichiarava che “Michael temeva di morire come Elvis” e che nonostante le proprie rassicurazioni “era già rassegnato, come se conoscesse il suo destino.”

Destini che si incrociano maledettamente, per i Re del pop e del rock, vittime (forse) di due medici senza scrupoli: al dott. Nichopoulus nel 1995 è stata revocata la licenza, mentre il dott. Murray non dice nulla in attesa del processo.

C’è invece chi scommette che sia Michael che Elvis siano ancora vivi e che in realtà abbiano inscenato la loro morte per ‘uscire di scena’ perché stanchi della loro condotta di vita (strategia di marketing?).

Leggende metropolitane elencano possibili avvistamenti di Elvis piuttosto che la sua possibile origine aliena o il suo inserimento in un programma per la protezione di testimoni dell’FBI.

Sulla morte di Jackson, invece, è stato addirittura scritto un libro “Michael Jackson - Una morte poco chiara” (Mirjana Kovacic, ed. Lulù) che raccoglie stranezze ed incongruenze e testimonianze di persone che credono fermamente che il re del pop sia ancora vivo.

Fonte https://nottecriminale.wordpress.com/2011/09/26/elvis-presley-michael-jackson-destini-incrociati/#more-7202